Attrazioni del sito

Madonna della Macchia – Ponte delle Chianche Centro storico Mazzamariello

Madonna della Macchia

Il Santuario della Madonna della Macchia è così denominato in quanto esso ospita una statua lignea della Madonna con Bambino, detta della macchia. Tale statua, presumibilmente del XIII secolo, pare sia stata ritrovata in un cespuglio da quelle parti (macchia, in dialetto) da una contadina muta che, a seguito dell’apparizione, cominciò a parlare. La chiesa, già menzionata in documenti nell’XI secolo, in quanto inclusa in un elenco di beni che i signori normanni di Buonalbergo avevano donato a Santa Sofia, sorge su un’altura a ridosso del Ponte delle Chianche e, presumibilmente in un sito già occupato da un Santuario preromano. Il complesso deve aver avuto una certa importanza in relazione al percorso da Benevento verso il Gargano e la via Francigena, come testimonia il cartiglio, che riporta il passo del Vangelo di Giovanni:

EGO SUM LUX MUNDI/ QUI SEQUITUR ME/ NON AMBULAT/ IN TENEBRIS/ ET HABEBIT/ LUMEN VITAE/ EGO SUM ALFA ET OMEGA.

(IO SONO LA LUCE DEL MONDO. CHI SEGUE ME NON CAMMINA NELLE TENEBRE ED AVRÀ LA LUCE DELLA VITA. IO SONO IL PRINCIPIO E LA FINE)

Il testo del cartiglio, retto dalla mano sinistra del Bambino, trova riferimento nel gesto della mano destra che è benedicente, impartisce un ordine ed indica una direzione. E’ lo stesso passo del Vangelo che ritroviamo, completo, nel bassorilievo della Trinità Trifronte nella Grotta di San Michele al Gargano. Essendo il Santuario della Madonna della Macchia ubicato sulla Via Sacra Langobardorum, che da Benevento conduceva al Santuario di Monte Sant’Angelo, è logico pensare ad un collegamento tra la meta della peregrinatio ed i luoghi significativi ubicati lungo il percorso. Scendendo al di sotto del Santuario si incontrano cespugli di Vesicaria, una pianta di Sorbo carica di frutti, tra fitti cespugli di Ginestra. Il bosco sottostante, molto fitto, freddo è ricco di felci come Asplenium nigrum, Asplenium ceterach, Pteridium aquilinum e muschi come Cerotodon purpureus e Pleurochaete squarrosa. Seguendo il ruscello dove incontra il torrente S. Spirito si trovano numerose piante di Nocciolo.

Ponte delle Chianche* – **

Immediatamente a valle del Santuario è ubicato uno dei ponti più importanti della Via Traiana in quanto è quello meglio conservato e giunto pressoché integro ai nostri giorni: il Ponte delle Chianche. Esso rappresenta la testimonianza più eloquente della Via Traiana in quanto tra tutte le costruzioni lungo il tracciato, è l’unico che abbia conservato quasi tutte le arcate nella loro forma originaria. Il ponte ha una lunghezza determinabile in circa 100 m, una larghezza di 7,20 m ed è orientato est-ovest; esso presentava 6 arcate, di diversa misura. Le caratteristiche costruttive sono quelle usuali delle strutture della Via Traiana: struttura interna in conglomerato cementizio e paramento in mattoni bipedales (60x60cm circa) a costituire le arcate, in doppia ghiera. Le aree di copertura dei piloni, invece, erano realizzate con mattoni triangolari con base di circa 25 cm. Questi ultimi sono stati rinvenuti anche a Ponte Latrone e Ponte San Marco. Alcuni laterizi del Ponte sono presentano la bollatura impressa, che ne distingue la fornace di provenienza. Sul ponte, ricco di cespugli di ginestra, rami di ornello (nato sui fianchi del ponte) c’è animazione; tra i rametti dei cespugli si può vedere una Mantis religiosa o la cugina Empusa pennata mentre a terra striscia un Biacco (Coluber viridiflavus) o un Cervone (Elaphe quatuorlineata). Sotto le volte del ponte Parietaria e Ortica. Vicino all’acqua tra la Saponaria il Crescione (Nasturtium officinale) e la rara canna Tifa (Thypha angustifolia), nuotano Biscia (Natrix natrix) Rane brune e verdi; tra le pietre il granchio d’acqua dolce (Potamon fluviatile). Davanti al ponte cresce tra il grano un mare di papaveri (Papaver rhoeas). Alle spalle del ponte compare la succosa Porcellana (Portulaca oleracea) che si trova anche tra i vicoli del Centro storico di Buonalbergo. A lato del ponte un folto bosco; all’ombra delle querce, il Gigaro ( Arum maculatum) e l’Ombelico di Venere (Umbelicus rupestris) e forse solo lì, una piccola orchidea bianca: la Cephalanthera damasonium. Un fiore curioso, un ciuffo di piccole campanelle blu sfumanti nel nero segnalano il Lambascione; questa Liliacea viene raccolta nel Molise e nella Capitanata per i saporiti bulbi che vengono conservati sott’olio ma da queste parti ignoravano i bulbi ed usavano le infiorescenze per preparare un decotto che andava sciolto nel latte per darlo ai bambini come calmante (Il suo nome è Muscari  comosum, quindi che provocano il sonno come una specie di coma); un’alternativa era il decotto di Papavero da oppio (Papaver somniferum).

Centro storico

Il centro storico di Buonalbergo è costituito da due nuclei nettamente divisi tra loro: Terravecchia, sviluppatasi intorno all’incastellamento ubicato su uno sperone di roccia e del quale restano, ormai poche tracce, la cui origine è, presumibilmente longobarda; Santijanni, quartiere realizzato nell’area dove era ubicata una chiesa di San Giovanni, dopo il 1515, secondo uno schema urbanistico regolare e con funzione originaria di oppidum (borgo fortificato). L’intervento di costruzione “di pianta” del nuovo quartiere determinò anche una ristrutturazione urbanistica di Terravecchia, in quanto l’intero borgo fu circondato e protetto da mura e torri pentagonali. La rigorosa struttura urbanistica rinascimentale fu, parzialmente, disattesa nei secoli successivi, con l’incremento della popolazione e la necessità di nuovi volumi che hanno, quindi, occupato alcuni spazi pubblici. Dal Baraccone si scende per le strade del centro storico fino a Via Roma. Osservando con attenzione si può scorgere, seminascosti, piccole immagini dei mazzamarielli, folletti tradizionalmente vestiti di rosso, che popolavano le soffitte e gli anfratti delle case. Qui si trovano dipinti sui muri delle case diroccate. Tra le crepe dei muri, e in alto dalle tegole, ci osservano piccoli mazzamarielli di creta, che controllano il passaggio dei frequentatori del centro storico.

Informazioni Utili

Comune

Indirizzo: Via Luigi Perrelli,12 Buonalbergo (BN)
Tel: +39 0824 929067
Tel: +39 0824 929588

Carabinieri Comando Stazione

Indirizzo: Viale della Resistenza, 2 Buonalbergo (BN)
Tel: +39 0824 929065

Farmacia Iacobelli

Indirizzo: Viale 20 Settembre,18 Buonalbergo (BN)
Tel: +39 0824 929176