Attrazioni del sito

Città di Ariano Irpino******

Durante le sanguinose lotte durante le guerre fra i Goti e i Bizantini, intorno al VI sec. gli abitanti sparsi nell’ager, per sfuggire ai cruenti massacri e alle continue scorrerie e saccheggi, si rifugiarono sui vicini colli di Ariano, lontani dalle principali arterie di comunicazioni. Ha inizio l’evoluzione del modesto villaggio di Ariano, che in seguito diverrà citta fortificata, baluardo fra le Puglie e Napoli. Ariano viene nominata per la prima volta nel 797 quando un certo Vacco o Guacco, figlio di Tatone o Tettone, dovendo prendere parte alla guerra condotta da Grimoaldo, duca di Benevento, contro Pipino, affida all’abate di Montecassino il figlio Achiperto e, nel timore di non far ritorno, dona i propri possedimenti Casale in Trane, Casale in Trepucio, Casale in Ariano. Con la decadenza del Principato longobardo di Benevento, Ariano divenne contea e roccaforte longobarda, a diretto contatto con i confini bizantini; infatti assurse a contea per contrastare l’avanzata politico-militare dei Greci e per arrestare I’ espandersi delle idee religiose ortodosse. A risollevare il grave dissesto del Mezzogiorno e i soprusi dei baroni, furono Normanni. Con l’incoronazione nella Cattedrale di Palermo di Ruggiero II nella notte di Natale del 1130, il Regno acquisto un nuovo assetto e nelle Assise del 1140 tenutesi in Ariano emano la propria costituzione. Ariano sotto i Normanni assurse a citta fortificata, fu riadattato l’antico castrum, con torrioni tronco-conici, fu riattato il mastio a pianta quadrata e la sala dei banchetti (sala grande) dove si era soliti ricevere i blasonati del tempo. Si dette, altresì, grande impulso all’agricoltura apportando nuove tecniche, consentendo lo sviluppo della mezzadria. I possessi feudali erano detenuti dai comites, che occupavano il posto più alto nella gerarchia e la nobiltà era unita dal vincolo di sangue con a capo il re. Ariano in questo periodo ebbe come conti i signori di Buonalbergo, Gerardo, Eriberto, Giordano e Ruggiero, in una successione ereditaria di padre in figlio. Nel 1255 la citta fu saccheggiata dai Saraceni di Lucera, guidati da Federico Lancia, zio di Manfredi. Dopo la restaurazione di Carlo I d’Angiò, questi si recò in Ariano ed avendo constatato lo stato disastroso in cui versava la città, si diede a ricostruirla, riattò le chiese, il castello gravemente danneggiato e consolidò le mura. Fu in questa occasione che vennero donate agli Arianesi due Spine della Corona di Cristo e consegnate al Vescovo Pellegrini (1264-1277). Si successero quindi vari feudatari al governo della città, fino alle soglie del XIX secolo. Con la ventata napoleonica, incominciarono le rappresaglie e i vecchi perseguitati divennero giustizieri, impiccando e fucilando. Nel rinnovato fervore del 1820, del 1821 e del 1848, i patrioti arianesi parteciparono ai moti rivoluzionari. II 21 ottobre del 1860, con unanime consenso, Ariano proclamò il solenne plebiscito nella piazza che oggi porta il nome.

Visita al centro urbano

Il centro di Ariano Irpino è ricco di chiese e cappelle realizzate nel corso dei secoli e legate al suo ruolo di importante diocesi, legata prima alla potente Arcidiocesi di Benevento e poi diocesi di confine tra Campania e Puglia.

Eremo di S. Pietro de Reclusis

Questo eremo era anticamente detto “delli Chiausi” o “delli Inclausi”. E’ ancora oggi visibile la cella dove, secondo la tradizione, visse e morì l’eremita S. Oto, patrono di Ariano. Sono anche visibili alcuni affreschi venuti alla luce durante alcuni restauri, databili dal XIV al XVI secolo.

Chiesa di S. Maria del Carmine.

Questa Chiesa fu edificata nel 1668 e sotto il re Carlo II venne titolata “chiesa regia”. Collegiata di San Giovanni Battista. Un tempo era denominata Madonna della Croce. L’altare maggiore è dedicato al Santo omonimo mentre nel 1516 fu edificata una cappella laterale in onore di S. Maria d’Amandi.

Cattedrale.

La cattedrale fu edificata intorno alla metà del X secolo sul sito di un tempio di Apollo. Essa ha svolto, fin dalle origini, sia funzioni religiose sia civili, infatti il communis consenso avveniva negli spazi adiacenti ad essa, dove la popolazione riunita in assemblea deliberava atti amministrativi di particolare urgenza. Il Vescovo aveva, quindi, anche funzione di capo civile della Città. L’attuale facciata, edificata nel 1500 in stile romanico in arenaria, è la parte più antica dell’attuale chiesa. Rosoni, portali ed altri stemmi e cornici furono aggiunti nei secoli successivi. La chiesa è a tre navate con pianta a croce latina. Le cappelle laterali sono tutte state realizzate dal XVIII fino a XX secolo. Sono numerose le opere, i dipinti e gli arredi sacri di valore, custoditi presso l’annesso Museo diocesano.

Palazzo Forte-Museo civico

Di particolare importanza e pregio è la collezione di maioliche dell’artigianato arianese, che include sia oggetti per il culto religioso sia oggetti di uso domestico, con una produzione che va dal 1500 al 1900. Di raro pregio sono i centrotavola, gli scaldini a scarpetta, le fiasche a libro, antropomorfe e zoomorfe, nonché i boccali “bevi se puoi”. Un altro settore del museo, invece, è costituito dalla collezione di ceramiche antiche dal VII al IV secolo a.C. Proseguendo la visita si incontrano il Palazzo della Duchessa, la Chiesa di S. Andrea (XV sec), il Palazzo Vitoli Cozzi, la chiesa di Sant’Agostino, la Chiesa di S. Francesco, la Chiesa del Loreto (XII sec), la Chiesa di S. Pietro Apostolo.

Castello

Il castello fu edificato in posizione preminente, in modo da controllare le valli dell’Ufita, del Miscano e del Cervaro. Esso è a pianta trapezoidale, munito di 4 torri troncoconiche comunicanti tra di loro tramite corridoi che si aprono lungo le mura perimetrali. Alla sommità, il rudere dell’antico mastio.I muri di cortina sono muniti di contrafforti ed avevano un’altezza di circa sei metri al di sotto l’attuale piano di calpestio. Sono diversi gli ambienti interni, sia delle torri sia del castello, ancora visibili e visitabili. Il castello ospita una interessante e ricca mostra permanente delle armi.

Ospedale di San Giacomo

Si tratta di un antico palazzo ubicato a margine del Borgo dei Tranesi, il quartiere storico dedito alla produzione della ceramica arianese. Il nome, Ospedale, e la dedica a San Giacomo certamente evoca un collegamento di questo edificio con i pellegrinaggi ed i cammini. Oggi esso ospita il Polo Didattico e Scientifico del Meseo Civico e della Ceramica, avendo sia funzione museale, con forte connotazione innovativa con ricorso a nuove tecnologie; sia funzione di laboratorio didattico e di formazione sulle tematiche specifiche. Il Polo è in continua evoluzione e si arricchisce sempre di più di materiali e di offerte formative e didattiche.

******tratto da Nicola D’Antuono

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Farmacia D'Amico

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