Attrazioni del sito

Percorso di fede per santa Maria e Santuario S. Maria de’ Bossi
Grotta di San Michele Via Micaelica

Via Micaelica

Come il Regio Tratturo hanno determinato la struttura e l’antropizzazione del territorio casalborese, allo stesso modo i percorsi di fede hanno influito sulla presenza di edifici religiosi. Il percorso della via Traiana e successivamente della Via Sacra Langobardorum o via Micaelica, è punteggiato da luoghi di culto antichissimi e di grande interesse culturale. Tra questi sicuramente spiccano la Grotta di San Michele e la Chiesetta di Santa Maria de’ Bossi.

Grotta di San Michele***

Si tratta di una cavita sotterranea di origine carsica, inglobata oggi al di sotto di un edificio in parte moderno, e una volta sede dei “Romiti”. La grotta presenta oggi due ingressi orientati a Sud, e fu ridotta di ampiezza a seguito dell’apertura di una cava per l’estrazione della pietra. L’ingresso originario, sito nella volta dello strato roccioso e comunicante con l’esterno attraverso una frattura nella roccia,  è sistemato con muretti  in pietra. Una scala di legno agevolava la discesa nella grotta. La tradizione popolare racconta della scoperta casuale della grotta avvenuta con lo sprofondamento nella cavita di una mucca che ivi pascolava. La leggenda della mucca è da  collegarsi  a fatti simili accaduti al tempo delle apparizioni dell’Arcangelo Michele sui Monte Gargano, nel V secolo. II culto di S. Michele si è diffuso in quest’area certamente con la conversione dei Longobardi appartenenti al potente Ducato di Benevento e a seguito dei grandi pellegrinaggi che si svolgevano lungo le direttrici di collegamento tra la Campania e la Puglia. A pochissima distanza dalla grotta passano infatti il Regio Tratturo e la via Traiana chiamata, nel Medioevo, la via Sacra Langobardorum.

***tratto da Roberto Patrevita

Maria de’ Bossi***

A Sud di Casalbore, immersa nel verde è sita la Chiesa rurale di S. Maria dei Bossi di origine antichissima. Appartenne alla Badia di S. Sofia di Benevento fino al XVII secolo. La prima citazione risale al 452 d.C. “Ecclesia Sanctae Mariae in Casali Albulo”. Siamo alle origini del Cristianesimo in questa area del Sannio meridionale. Nella città di Beneventum i primi martiri si ebbero infatti sin dal 305. In un altro documento della Cancelleria Pontificia, “II riconoscimento da parte del Papa Pasquale II dei beni di S. Sofia (Benevento: 1102)”, si dice: “in Casali Alvulo” vi è la Chiesa “Sanctae Mariae, Sanctique Joannis Praecursoris Domini”. L’Ughelli, nella sua “ltalia Sacra”, riferisce che molti privilegi furono accordati alla Chiesa di S. Maria (detta “de Buxis”) da diversi sovrani e pontefici. La Chiesa di S. Maria dei Bossi sorge sui ruderi di un monumento funerario romano a camera absidata databile al II secolo d.C. Infatti avanzi di queste e altre strutture pertinenti a tombe romane sono riconoscibili nell’area antistante la Chiesa. Si ricorda che nelle immediate vicinanze passava la via Traiana. Ruderi di ponti e di edifici antichi sono tuttora visibili. Tutta l’area del sito di S. Maria dei Bossi è di notevole interesse archeologico, sono state infatti recuperate, a seguito di regolari scavi, tombe e materiali che vanno dalla preistoria al basso medioevo. Il sito di S.Maria dei Bossi è caratterizzato da una folta vegetazione di querce, cerri e olmi. Nel sottobosco domina la pianta di bosso. Tra le piante sacre oltre al bosso, vi è “La  cerza di S. Maria” una enorme quercia secolare, di oltre venti metri di altezza, sita sul lato sinistro della chiesa. Per la sua sacralità le ghiande venivano un tempo raccolte e poi vendute, il ricavato serviva per le esigenze della chiesa.

***tratto da Roberto Patrevita

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